Mariarita Renatti
artistic design
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Sono nata a Torre del Greco , un paese in provincia di Napoli che si culla , letteralmente ,tra le braccia del Vesuvio. Era il 31 luglio 1988, finalmente giungevo al mondo .La mia infanzia la ricostruisco come un puzzle , sara' perche' alcuni momenti mi sfuggono, sara' perche' sono riservata , un po' per autodifesa e un po' perche' non mi sono mai ritrovata a dover utilizzare le parole , un manoscritto , una lettera , nulla , insomma , che avesse a che fare con l'alfabeto per esprimermi e raccontarmi .Il disegno si , l'inchiostro si e proprio dove la gente vede delle macchie , io riesco a trovare un linguaggio , il mio linguaggio. Della mia infanzia ricordo bene il mio divertirmi con mio fratello , in casa , con lui , c'era quel giusto profumo di felicita' , che non eccede mai nel bene e nel male ma resta stabile. Non sono mai stata una ragazzina amante dei giochi da ragazzine , piuttosto con mio fratello ricoprivo un ruolo mascolino, tutti i giochi che i maschietti adorano fare io li ho fatti , dalla lotta al calcio , alle macchinine mai che mi venisse in mente di pettinare una bambola .Fuori casa ero totalmente diversa, se estrapolata dal mio nucleo familiare , quello in cui ero abituata a vivere. A scuola ad esempio ero sempre la ragazzina isolata , perche' timida , perche' insicura , oppure perche' avere i miei fratelli era come avere tutto, ma iniziai a comunicare piu' di chiunque altro, inizia a disegnare. Realizzavo disegni per ogni ragazzino e ragazzina della classe e ad otto anni ebbi il mio fantastico amico speciale con cui disegnavo sempre , il nostro linguaggio era fatto da colpi di matite e sorrisi. Nella scuola successiva feci esattamente lo stesso , l'unica cosa che cambiava erano gli anni, i miei , e la passione , sempre piu' irrefrenabile dell'arte .Leggevo molto , suonavo il piano, da autodidatta, ..e ovviamente per lo piu' disegnavo. Posso dire oggi che il mio percorso artistico parte, comunque, dalla ricerca e la scoperta di me stessa; questo comporta un certo sacrificio in termini di tempo poiche' disegnare e', per me, un po' come scavare dentro di se': permette di trovare ogni giorno un tassello nuovo della mia personalita', magari sepolto da cia' che la realta' ogni giorno ti versa addosso. Spesso uso quest'espressione "l'arte e' la mia cura" cosa a cui credo fermamente, e mi e' "necessaria" in molte occasioni, come fuga dalla realta' , come rifugiarsi in qualcosa che dia uno scopo alla propria vita. L'arte mi ha "salvata" in piu' situazioni. Disegnare per me e' qualcosa di totalmente magico, se una giornata passa in modo diverso da come previsto , torno a casa e disegno , in quel momento tutto scompare , eppur utilizzando un inchiostro scuro , intorno e' tutto molto ricco di colori , via la timidezza , via l'insicurezza , via la gelosia delle ragazze, via le lacrime, nel caso ci fossero state e benvenuta gioia , felicita' implosiva ed esplosiva , sicurezza ,femminilita' , forza , soddisfazione e d'improvviso la giornata va proprio come avrei voluto che andasse. Per quanto riguarda il mio percorso artistico, si esprime attraverso un linguaggio che per alcuni pua' essere considerato crudo, diretto; ma in fondo e' proprio questo che miro a scalfire con i miei lavori, ossia il superamento attraverso il messaggio implicito nel disegno, di cia' che invece l'immagine propone.