Roberto Iodice
art photography
rate

Sono nato a Napoli nel caldo luglio del 1989.Sono cresciuto in una famiglia composta da ben sei persone , anche se alla mia nascita eravamo in cinque ; non ero l'ultimo arrivo previsto. Sono il terzo figlio di un macellaio e di una casalinga , ho vissuto in un' ambiente familiare abbastanza tradizionale e per certi versi caotico, per altri aspetti , invece , fin troppo silenzioso. Quel che ricordo della mia infanzia in particolare e' la mia timidezza, facilmente mi isolavo, pur essendo circondato da amici , delle volte preferivo ascoltare musica; avevo poca fiducia in me stesso ;tra tutte le materie preferivo la matematica anche se poi crescendo ho perso letteralmente i conti , e infine la bicicletta . Ricordo che amavo tantissimo andare in bicicletta , diciamo che era , da ragazzino , la mia via di fuga , qualcosa su cui sedermi e dire ‘Adesso decido io cosa fare , dove andare, una sensazione piacevole quella di decidere che strada percorrere, anche se tante volte la prendevo esclusivamente per allontanarmi dai litigi . Gli anni passavano ed io crescevo sempre di piu' , ed ecco l'eta' adolescenziale , mi trovavo in quella fase comico-drammatica che passano tutti i ragazzini maschi da dodici ai quindici anni , quei periodi in cui vai male a scuola , guardi tante ragazzine e decidi di fare sport. Cosi' ho iniziato a fare sport ed ho sognato per un bel po' di tempo di diventare un calciatore, finche' non mi sono rotto il legamento e sono stato costretto a praticare solo ed esclusivamente la panchina. A quattordici anni fui bocciato lasciai quella scuola per iniziarne un'altra , frequentai l'Ipia (un istituto di fotografia)mi avvicinai con molta superficialita' convinto che quell'istituto mi avrebbe portato con pochi sforzi al traguardo del diploma, non avevo voglia di studiare e soprattutto non conoscevo l'arte, non ero cresciuto in un'ambiente d'artisti e di certo non sognavo di diventarci. Mi accorsi con i mesi e gli anni a venire e con la fine del calcio che quell'incontro con la fotografia non fu cosi' semplice , da un punto di vista umano mi stava rapendo , mi penetrava l'anima. Nacque in me la voglia di rifarmi, non era andata bene la scuola, non era andato bene il calcio, ma la fotografia per qualche energia strana era ed e' oggi qualcosa in cui non dovevo fallire, e' sempre riuscita a trasportarmi cosi' tanto che all'arrivo del diploma non mi accorsi nemmeno che era finito il ciclo scolastico. Ogni volta che scatto e' come vedere un film al contrario della mia vita , ed ecco la timidezza , il calcio , la ragazza e quella bicicletta che invece di allontanarsi si avvicina sempre di piu', eppure ancora non sono andato infondo a me stesso .Oggi mi sento piu' libero, l'incontro con il mio animale domestico mi ha formato da un punto di vista caratteriale, mi ha responsabilizzato e con cia' e' aumentata molto la fiducia in me stesso , anche nei miei lavori, pur essendo molto critico, mi riconosco in modo piu' maturo. Per il futuro sogno di girare il mondo e di poter comporre un mio libro fotografico.